Appello
Alle 22.00 di martedì 13 giugno erano oltre
5000 le adesioni all’appello per chiedere ai parlamentari europei il rispetto della volontà popolare degli italiani sulla non finanziabilità della ricerca sugli embrioni con fondi europei.
Le prime tremila firme pervenute entro lunedì sera sono state spedite ieri a tutti i capigruppo e vice-capigruppo dei parlamentari europei. Domani saranno spedite le restanti.
L’adesione massiccia a tale iniziativa dovrebbe far riflettere chi, nel nostro paese, si ostina a ricercare inefficaci compromessi che in realtà disegnano un arretramento sul fronte della difesa di principi non negoziabili, e rischiano di svuotare di significato l’esito del referendum dello scorso anno sulla legge 40.
Associazione “Scienza & Vita”, Fondazione Ideazione, Fondazione Magna Carta, Medicina e Persona, Movimento per la Vita, SAluteFEmminile, Universitas University.
NO AL FINANZIAMENTO DELLA RICERCA CHE DISTRUGGE GLI EMBRIONI
Appello indirizzato a tutti gli europarlamentari per per sollecitare un voto contrario al finanziamento europeo alla ricerca sulle cellule staminali embrionali
Aderisci all'appello spedendo una mail a rassegnastampa@medicinaepersona.org
Testo dell'appello
Proprio un anno fa in Italia c’è stato un referendum con cui si voleva abrogare la legge che regola la fecondazione assistita. A quella votazione si è astenuto il 75% degli italiani, favorevoli al mantenimento di quella legge, nella quale, fra l’altro, si vieta la ricerca sugli embrioni.
Il 30 maggio, al Consiglio dell’Unione Europea, il nuovo ministro italiano dell’Università e della Ricerca Scientifica ha compiuto un atto politico grave e prevaricatorio, scegliendo di ignorare il risultato della consultazione democratica dello scorso anno. Il ministro Mussi ha infatti ritirato l’adesione dell’Italia alla “dichiarazione etica” dello scorso 28 e 29 novembre 2005, in cui l’Italia, insieme ad altri paesi europei, si opponeva al finanziamento di ricerche - nell’ambito del settimo programma quadro - che avrebbero comportato la distruzione di embrioni. L’Italia e gli altri paesi firmatari chiedevano che ogni nazione dell’Unione Europea fosse libera di decidere autonomamente se finanziare o no questo tipo di ricerche, nel rispetto della cultura e della volontà di ogni popolo.
Ritirando del tutto arbitrariamente l’adesione dell’Italia a quella dichiarazione, il Ministro Mussi costringe noi italiani a finanziare con i nostri soldi le ricerche sugli embrioni che avvengono in altri paesi europei, e che in Italia non sono legali. Il ministro Mussi ha compiuto un atto politico autoritario, violando la volontà dei cittadini, che si è espressa chiaramente lo scorso anno.
Il nuovo governo italiano ha sostenuto e coperto l’iniziativa del ministro, smentendo tutte le dichiarazioni fatte in proposito durante la campagna elettorale. Il motivo è semplice: la maggioranza dei membri dell’attuale governo fa parte dello schieramento uscito sconfitto dal referendum dello scorso anno. Invece di accettare democraticamente il verdetto popolare del referendum, il governo attuale, che ha vinto con uno scarto di voti minimo, ha deciso di rovesciarlo attraverso arbitrarie iniziative di potere.
Per questo ci rivolgiamo a voi, parlamentari europei. E’ in gioco il rispetto delle regole democratiche nel nostro paese, e quindi in Europa.
Vogliamo che sia considerata la volontà popolare espressa dai singoli stati membri dell’Unione, nel corso di libere e regolari consultazioni democratiche.
Il prossimo 15 giugno, vi chiediamo di votare contro il finanziamento europeo sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali, perché ogni stato possa decidere, in assoluta autonomia, se supportare o no questo tipo di ricerche.
Promuovono l'iniziativa:
Associazione "Scienza & Vita", Fondazione Ideazione, Fondazione Magna Charta, Medicina e Persona, Movimento per la Vita, SAluteFEmminile, Universitas University.
Aderisci all'appello spedendo una mail a rassegnastampa@medicinaepersona.org
Lettera aperta di U&U a Mussi
Leggendo l'articolo di F. Roncone sul Corriere della Sera del 1 giugno 2006
a proposito degli atti e delle parole del neo-ministro della ricerca scientifica
Fabio Mussi sull'utilizzo degli embrioni soprannumerari di esseri umani per
sperimentazioni scientifiche si potrebbe credere che il sostegno del mondo
scientifico ai passi del ministro sia unanime.
E infatti sembra che il ministro lo creda ("Sulle staminali ho difeso la
ricerca"; lettera del ministro a " La Repubblica" 2 giugno).
Desideriamo far sapere al signor ministro che è certamente non vero che
"i ricercatori" siano dalla sua parte.
Casomai "alcuni" ricercatori.
In ogni caso su questioni come questa l'opinione di ricercatori, per quanto eventualmente celebri (ma
qual è il loro vero interesse?)
conta quanto quella degli altri, ed infatti il popolo italiano ha già giudicato e
deciso.
L'opinione dell'Italia non e' affatto cambiata e la vita umana, soprattutto quella più indifesa, non è un bene disponibile per alcuno scopo.
Milano, 5 Giugno 2006
Associazione
Universitas-University
c/o CEUR - Collegio città Studi, Via Ampère, 3
- 20131 Milano
Conto corrente postale n. 36933497
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