Avvenire, 8 Marzo 2007
A
proposito di lettere aperte e porte chiuse.
È
una questione della ragione.
Cari
Colleghi,
è
in corso una polemica che rischia di oscurare il nostro ruolo di docenti. Otto
studenti delle Facoltà di Scienze MM.FF.NN., di Medicina Veterinaria e di
Farmacia scrivono una lettera
aperta alla prof.ssa Cattaneo esprimendo gravi perplessità relativamente ad
alcuni contenuti emersi nel corso del convegno sulle cellule staminali del 31
gennaio scorso. La lettera ci sembra ben scritta, pone domande vere, esprime
preoccupazioni non banali e sicuramente condivise (anche da molti docenti,
dentro e fuori questa Università), su temi come «cos’è l’embrione?»,
«è vita umana?», «è possibile fare ricerca sulle cellule staminali senza
porsi queste domande?». Indipendentemente dalle opinioni in proposito, è un
segno positivo: dopo anni che nelle nostre Facoltà gli studenti non si fanno
sentire su temi così di fondo, temi che nascono direttamente dai laboratori che
frequentano, dagli studi che compiono, finalmente qualcosa si muove, un piccolo
ma significativo segno di una comunità di docenti e studenti che si interroga.
E
invece parte la polemica: “Scontro CL e Prof”, “Sinistra universitaria:
atto grave” (vedi Corriere della Sera del 27 febbraio), oppure
“tentativo di protagonismo malcelato, ma sono prossime le elezioni
studentesche” (Corriere della Sera 1 marzo). Cioè la buttiamo in
politica.
Se
proprio non la si butta in politica, allora si dice che è “lettera sommaria,
inaccurata” (sempre Corriere del 27), cioè la solita ragazzata di
studenti un po’ ignoranti e impreparati. E per finire ecco un altro peccato:
“lettera veicolata con metodi così impropri che non necessita commenti”.
Cioè, se degli studenti diffondono una lettera, la recapitano per posta
elettronica agli altri studenti e a quanti altri, è un metodo improprio,
inaccettabile? Ma quando mai! C’è da rimpiangere i tempi in cui i muri delle
nostre facoltà erano pieni di volantini e tutti ne erano al corrente.
Ma
siamo sicuri, cari Colleghi, che sia questo il modo giusto di rispondere alla
lettera degli studenti? È censurando il loro intervento che crediamo di fare i
buoni maestri? Non sarebbe stato meglio prenderli sul serio e aprire un dialogo?
Si replica che “c’era tutto lo spazio nel convegno per porre domande ed
esprimere valutazioni”. Ma i limiti di un dibattito possono coincidere con le
mura di un’aula o l’occasione di un convegno (chiunque ha da dire qualche
cosa, parli adesso o mai più)?
Per
piacere, non chiudiamo le porte. Se degli studenti pongono domande così
rilevanti, che impegnano l’uso della ragione nel senso più pieno del termine
e costringono a riflettere, è nostro dovere non censurarle. È in gioco, in
primis, il nostro ruolo di docenti. Non permettiamo che la “politica” o
moralistiche alzate di scudi ci esproprino di questo ruolo.
Carlo
Soave, ordinario di
Fisiologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
Daniele
Bassi, ordinario di
Arboricoltura, Università degli Studi di Milano
Gianpaolo
Bellini, ordinario di
Istituzioni di Fisica Nucleare e Subnucleare, Università degli Studi di Milano
Pierattilio
Bianco, ordinario di
Patologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
Riccardo
Destro, ordinario di
Chimica Fisica, Università degli Studi di Milano
Bruno
Danieli, ordinario di
Chimica Organica, Università degli Studi di Milano
Dario
Frisio, ordinario di
Economia ed Estimo Rurale, Università degli Studi di Milano
Davide
Galli, ricercatore Fisica
della Materia, Università degli Studi di Milano
Luigi
Garlaschelli, ordinario
di Chimica generale ed Inorganica, Università degli Studi di Milano
Ileana
Iori, ordinario di Fisica
Generale, Università di Milano
Giorgio
Lambertenghi Deliliers,
ordinario di Ematologia, Università degli Studi di Milano
Nicola
Manini, aggregato Fisica
della Materia, Università degli Studi di Milano
Daniele
Passarella, associato di
Chimica Organica, Università degli Studi di Milano
Augusto
Pessina, associato di
Microbiologia e Microbiologia Clinica, Università degli Studi di Milano
Roberto
Pretolani, ordinario di
Economia ed Estimo Rurale, Università degli Studi di Milano
Cesare
Oliva, associato di
Chimica Fisica, Università degli Studi di Milano
Giovanni
Russo, ordinario di
Chimica Organica, Università degli Studi di Milano
Giuseppe
Succi, ordinario di
Zootecnia speciale, Università degli Studi di Milano
Per adesioni o commenti: lettera.professori@gmail.com