Il Corriere della Sera 23.3.2004

«Un’ora dedicata al menù e dieci minuti per il pranzo»

di CLAUDIO MAGRIS

Sono molto grato al collega Piero Tosi per l’attenzione così cordiale e generosa al mio articolo e mi sembra di rilevare una sostanziale concordanza di intonazione. Sono perfettamente d’accordo sulla necessità di un rinnovamento che adegui l’università alle esigenze di un mondo e di un sapere così cambiati. Nulla è più insensato della nostalgia del passato, che fra l’altro in genere è stato quasi sempre ben peggiore e iniquo del presente. Inoltre, come diceva Biagio Marin con intuito di poeta, il passato non esiste: ciò che vale è presente (Leopardi «è», non «era» un grande poeta) e ciò che non vale non esiste e sarebbe falso rimpiangerlo. Naturalmente a noi spetta criticare e combattere non i mali ormai inesistenti di ieri, ma quelli di oggi. Come ho cercato di dire in quell’articolo, non sono certo di per sé le innovazioni a essere negative: credo, per esempio, che tutto dipenda dal loro uso, spesso distorto, che spesso può condurre ad aberrazioni. Come mi confermano numerose lettere che sto ricevendo proprio in questi giorni, succede spesso che molti mezzi di per sé utili, vengano usati in modo da diventare ostacolo e impedimento ai fini che dovrebbero invece permettere di raggiungere - come se, al ristorante, anziché dedicare cinque minuti al menù e un’ora al pranzo, si dedicasse un’ora al menù e cinque minuti al pranzo ormai divenuto freddo. Ringrazio il professor Tosi per il suo intervento e soprattutto per quello che, nella sua veste di presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, fa per l’università italiana e per tutti noi, per lenire queste difficoltà.