IL 3+2 ALLA PROVA

   

07/03/2002 Contributo di Giuseppina Faraglia - Università di Padova

Cari colleghi,

come era logico aspettarsi, ci si comincia a rendere conto dell'assurdo logico insito nella legge del 3+2.

A commento di quanto discusso a Torino, vorrei ricordare che la legge è molto poco flessibile nell'uso dei crediti. Infatti prevede che per iscriversi al +2 sia necessario aver conseguito la 3 e sottopone l'iscrizione al parere di una commissione di ammissione che giudichi non solo sulla base del risultati scolastici, ma tenga anche conto delle caratteristiche personali dello studente.

Questo perché è evidente che l'ottica della legge prevede che la laurea 3 sia concessa a quasi tutti, mentre la laurea 2 sia praticamente a numero chiuso.

Ricordo di avere messo in evidenza queste ed altre incongruenze subito, raccogliendo, nel migliore dei casi, il silenzio e, in generale, l'opposizione dei sostenitori del cambiamento ad ogni costo.

Ripeto che:

- è assurdo dare alla 3 caratteristiche professionalizzanti, con basi culturali scarse, e pretendere di recuperare nel 2 - infatti le uniche lauree per le quali tuttora esista un accordo europeo sono quelle dell' area sanitaria ( 5 o 6 anni ), non toccate dalla riforma - se il percorso completo per le professioni richiede 5 anni, non ha senso spendere tempo per stages e tirocini intermedi, necessari per la 3 - a questo punto penso sia evidente che l'errore sia stato l'accettare di buttare a mare il preesistente. Senza fare tanta rivoluzione bastava mettere a numero chiuso le vecchie lauree, facendo in caso una selezione dopo il primo anno, dando maggior spazio ai vecchi diplomi, facilitandone la finalizzazione dei percorsi.

- noi siamo in grado di preparare sia tecnici di medio livello in tutte le aree, sia professionisti con ottima preparazione, ma non possiamo pretendere di farlo usando gli stessi corsi - non si impiantano riforme faraoniche senza disporre di fondi adeguati - non si scatena una campagna di insulti verso i docenti, basata sulla scarsa produttività, prima di chiedersi cosa si deve produrre e come e di quale livello

E' inutile ora piangere sulle difficoltà di attuazione del 3+2, e di cercare di correggere il tiro aumentando la confusione. Se tutte le facoltà si trovano in difficoltà, come immagino, è meglio chiedere una differenziazione basata su percorsi diversi nel triennio. rendendo pesanti i crediti di base richiesti per il 2 e minimizzandoli per il 3+master.....

Taglio quì un discorso molto lungo, con molti saluti

G. Faraglia

Università di Padova

PS: Recentemente ho letto che il Politecnico di Torino ha risolto la questione della laurea in tempi giusti ammettendo di darla anche a studenti con tre esami non sufficienti (parola del rettore). Se questo è confermato, il palco sta veramente crollando.