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Da: “La Repubblica” di Venerdì 31 Ottobre 2003,
pag.9
“Fate il Mit italiano e non date fondi ad atenei e
ricerca: segno di disprezzo”.
La Moratti: «E’ aggiuntivo».
I rettori: così affossate l’Università
di ma.re.
ROMA - «È un segnale di disprezzo per l'attività di ricerca svolta da
molti centri di eccellenza dell'Università e degli enti di ricerca».
Parole taglienti, pronunciate dal presidente della Conferenza dei
rettori degli atenei italiani. Perché Piero Tosi ha usato toni così
duri?
Ieri, la commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che
destina cento milioni di euro l'anno per 14 anni, per la creazione
dell'Istituto Italiano di Tecnologia. «Senza che sia stato presentato
uno studio di fattibilità - commentaTosi - prescindendo completamente
dal patrimonio scientifico presente negli atenei negli enti di ricerca e
senza nessun confronto».
Il ministro Letizia Moratti, che aveva rassicurato i rettori,
dichiarandosi pronta a bloccare questa iniziativa, risponde: «L'Istituto
Italiano di Tecnologia non si contrappone alle istituzione
universitarie, sarà una risorsa in più». Replica il presidente della
Crui: «Ha prevalso la ragion di Stato. Se quello che dice il ministro
è vero basta una semplice dimostrazione: adegui i finanziamenti per l'
Università e la ricerca nella finanziaria. In caso contrario questo
ennesimo atto dimostrerebbe la volontà di voler definitivamente
affossare il sistema universitario italiano, privando il Paese di una
decisiva risorsa pubblica. Sento il dovere di ricordare al Paese che le
gravissime conseguenze che ne deriverebbero non potrebbero essere
tollerate da docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo».
II braccio di ferro tra i rettori e il governo non è una novità. La
guerra è cominciata nel dicembre del 2002, quando, i «magnifici» si
dimisero in massa per protestare contro i tagli della Finanziaria.
Dimissioni rientrate dopo qualche settimana grazie alle promesse del
governo. Lo scontro è ripreso a ottobre. Ancora una volta per gli
atenei non ci sono soldi: niente fondi per gli aumenti di stipendio,
tagli di 234 milioni di euro per l'edilizia universitaria, non una lira
in più per i servizi agli studenti e la ricerca, blocco delle
assunzioni. I rettori scendono sul piede di guerra. II 10 ottobre,
durante i primi Stati generali dell'Università, lanciano un messaggio
chiaro: gli atenei sono pronti a farsi valutare ma non in queste
condizioni.
Il ministro Moratti annuncia di aver chiesto a Tremonti un miliardo di
euro in Finanziaria. La risposta è: ci sono 190 milioni, non una lira
di più.
Nella maggioranza si annunciano emendamenti. Il governo tace. E proprio
ieri la proposta di una porno-tax per finanziare università e ricerca,
presentata da Giuseppe Valditara di An, è stata bocciata dalla
Commissione Bilancio del Senato.
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