FERMI TUTTI: QUESTA E’ UNA RAPINA

Ci stanno rubando l’Università.

E la sostituiranno con un falso. Falso tre volte, ma falso d’autore.

Falso una volta: perché gli accordi internazionali prevedevano un primo ciclo di studi almeno triennale, mentre Il secondo ciclo dovrebbe condurre ad un titolo di master e/o dottorato, come avviene in diversi Paesi Europei. (The European Space …Bologna June 18-19, 1999). Mai nominati due livelli di laurea: ci siamo adeguati ad una norma (3+2) che non c’è.

Falso due volte: la flessibilità dei percorsi di studio non esiste. I crediti minimi stabiliti per decreto sono di fatto più del (nominale) 66% del totale. Inoltre, chiunque abbia messo mano ai regolamenti didattici sa che ogni laurea specialistica è costruita su un preciso triennio, per cui è impossibile conseguire una laurea specialistica in un Ateneo diverso da quello in cui si è acquisito il titolo di primo livello.

Falso tre volte: di fatto in futuro la ricerca potrà essere svolta solamente nei Centri di Eccellenza. Il proliferare di trienni, bienni e corsi modulari sta aumentando enormemente il carico didattico dei docenti, a scapito della ricerca, snaturando l’Università e trasformandola in un grande liceo.

Falso d’Autore, anzi di autori, perché la falsa Università è figlia di Padri Nobili, l’Apprendimento e la Norma. Se l’Università è solo Apprendimento, se non è più essenzialmente un rapporto fra docente e studente, fra maestro e discepolo, allora il problema è solo stabilire delle Norme che regolino tale apprendimento, fin nei minimi dettagli. E le Norme si sono mostruosamente automoltiplicate, durante il cammino della riforma, fino a stravolgere le pur buone intenzioni di cui erano lastricati i documenti preparatori della Riforma stessa (v. ad es. il Rapporto Martinotti, ottobre ’97).

Che fare?

Abbiamo essenzialmente tre possibilità:

Se ne dà la colpa alla sinistra e intanto si mette in cantiere l’ennesima riforma. E chissenefrega dell’Università e dei suoi studenti nei prossimi 10 anni.

Chi ha già iniziato il nuovo triennio lo scorso anno si trova a metà di un percorso che non esiste più. Tutti gli atenei devono ristampare a tempo record i Manifesti degli Studi. Berlusconi deve sconfessare l’impegno a non bloccare la riforma solo dopo qualche settimana dal discorso per la fiducia. Intere comunità accademiche vanno in depressione all’idea di tutto il tempo perso inutilmente.

Il prossimo A.A. non si conferiscono titoli di primo livello. Si parte cioè solo con il primo anno (o con il II per chi ha già iniziato quest’anno). Si attiva la segreteria tecnica ministeriale per l’elaborazione di modifiche

Si getta il falso, e si cerca l’originale.

Insomma: fermi tutti, sventiamo la rapina.

Universitas-University Perugia, luglio 2001

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