La novità è la presenza
come consapevolezza di portare "addosso" qualcosa di
definitivo -un
giudizio definitivo sul mondo, la verità del mondo e dell'umano -,
che si esprime nella nostra unità. La novità è la
presenza come consapevolezza
che la nostra unità è lo strumento per la rinascita e per la liberazione del mondo.
La novità è la presenza di questo avvenimento di
affezione nuova e di nuova
umanità, è la presenza di questo inizio del mondo nuovo che noi siamo. La novità
non è l'avanguardia, ma il Resto d'lsraele, l'unità di coloro per i quali ciò che è
accaduto è tutto e che aspettano solo il manifestarsi della promessa, il realizzarsi
di quello che è dentro
l'accaduto.
La novità non è, dunque, un futuro da perseguire, non è un progetto culturale,
sociale e politico: la
novità è la presenza. Ed essere presenza non vuol dire non
esprimersi: anche la presenza è un ' espressività.
L'utopia ha come modalità di espressione il
discorso, il progetto e la ricerca
ansiosa di strumenti e di forme organizzative. La presenza ha come modalità di
espressione un'amicizia operante, gesti di una soggettività diversa che si pone
dentro tutto, usando di tutto (i
banchi, lo studio, il tentativo di riforma
dell'università, ecc.), e che risultano prima di tutto gesti di umanità reale, cioè di
carità. Non si costruisce una realtà nuova con dei discorsi o dei progetti
organizzativi, ma
vivendo gesti di umanità nuova nel presente (certo, gesto di
carità deve diventare anche, per esempio, il tentativo
di mandare ai Consigli di
facoltà e di amministrazione della gente che aiuti tutti umanamente, e non degli
avventurieri della politica o degli inetti, ecc.).
Insomma, cedendo alla tentazione dell'utopia
facciamo concorrenza agli altri, al
loro stesso livello e ultimamente con gli stessi metodi; nell' essere
presenza,
invece, si sviluppa una capacità critica, la capacità cioè di ricondurre tutto
all'esperienza di comunione che viviamo, al senso del Mistero che ha fatto
irruzione
nella nostra vita, al senso della Realtà liberatrice che abbiamo incontrato.
(Luigi Giussani, «Dall 'utopia alla presenza» Tracce, dicembre 2002, pp.
VIII-IX; e Tracce, maggio 2003, p.25)