Alcune considerazioni sullincontro con la Moratti al Meeting
(contributo di Perugia)
Premessa:
La vera novità è che si è cercato di porre lattenzione sullUniversità: come ha ricordato Don Pino la stessa mattina del 20/8, dopo la conferenza stampa, è evidente che a nessuno importa nulla dellUniversità (ma di questo ce ne eravamo accorti da tempo, purtroppo). Quindi, almeno per quanto ci riguarda, non è che poi ci aspettassimo chissà quali rivelazioni dalle risposte della Moratti e di De Maio. Però, qualche cosa di quanto detto merita un commento.
Considerazioni:
Si potrebbe continuare, ma per ora fermiamoci qui.
Conclusioni
Noi pensiamo che il lavoro andrebbe continuato affrontando alcune delle tematiche sopra esposte in una iniziativa pubblica più articolata di un semplice, unico incontro. Individuando un percorso su cui lavorare durante lanno, potremmo organizzare un convegno, un workshop, magari accompagnato dallesposizione di una mostra sulla storia dellUniversità: lobiettivo a nostro avviso è quello di capire come la nostra ipotesi educativa possa arrivare a giudicare, fino a suggerire ipotesi concrete di cambiamento, lattuale situazione dellUniversità. A questo scopo sarebbe utile monitorare landamento della applicazione della riforma 3+2. A noi tuttora non risulta, ad esempio, che ci siano sedi che vogliono interrompere al triennio i percorsi di studio, come ci è stato detto il 20 mattina (a meno che non ci si riferisca a quelle lauree triennali strettamente finalizzate ad una professione: enologo, informatore scientifico, etc.). Ma chiaramente non abbiamo a disposizione che le notizie del nostro ateneo e quanto si può leggere sui giornali; sarebbe quindi utile metter su, magari utilizzando quanto cè già al Ministero e/o in qualche conferenza di Presidi, o alla CRUI, non sappiamo, una sorta di OSSERVATORIO sulla Riforma.
Precisazioni di metodo:
I vari fraintendimenti e sfilacciamenti che ci sono stati nellincontro al Meeting hanno dimostrato quanto siamo stati maldestri nel metodo di lavoro. Per qualsiasi iniziativa, soprattutto quelle pubbliche, sarà necessario dora in poi definire chiaramente fin dallinizio:
1. OBIETTIVI, e quindi
2. SOGGETTI ORGANIZZATORI (tanto per essere chiari: lassociazione U&U? I responsabili del movimento? La CdO? Gli iscritti alla fraternità? Il CLU? Quelli del CNSU? Tutti questi insieme?)
3. INTERLOCUTORI (ossia, chi fa da tramite con il Ministero (Ministro ma anche dirigenti e/o sottosegretari e/o segreteria tecnica)? Chi con i nostri politici? Chi con tutto ciò che riguarda il Meeting? Chi è il nostro interlocutore ultimo nel movimento? Etc. etc.)
Quando sono chiare le coordinate si lavora meglio.
Non possiamo certo illuderci di poter cambiare, noi soli, le sorti dellUniversità come vorremmo. Saremmo veramente matti. Ma pensiamo che, ad es., quando Vittadini ha iniziato la sua battaglia sulla sussidiarietà non si è posto il problema di quanto potesse avere successo. Lha fatta perché era convinto fosse cosa vera, giusta, utile e opportuna. Perché era giunto il momento di farla, insomma. Secondo noi è lo stesso per luniversità, ora.
Attendiamo vostre opinioni in proposito.